La fortuna dell’impiegato

L’altro ieri ne parlavo con mia madre che era venuta a trovarmi. “Devi guardare a quelli che stanno peggio, e’ una fortuna oggi avere un lavoro!”. Ecco questo e’ il tipo di discorsi che mi fa abbassare il livello di mia madre nella classifica dei miti della mia vita. Alle 7.43, non so perche’ ma e’ cosi, suona la sveglia del telefonino… Snooze. Sonno. 7.48 Snooze. Sonno E cosi’ fino alle 8.13 quando gia’ depresso mi alzo dal divano su cui mi sono colpevolmente addormentato. Il collo mi da fastidio, dormire sul mio divano non e’ bello, vado in camera, ho freddo, il letto ancora immacolato mi guarda, mi deride, prendo due panni e vado in bagno. Vorrei sedermi sul cesso ed accendermi una sigaretta, rito mattutino irrinunciabile per anni, ma sto cercando di smettere, o diminuire, di fumare per cui lascio perdere, mi siedo e basta; del resto le sigarette manco ce le ho. Come per miracolo sono le 8.35.. mi chiedo se un giorno mi restituiranno tutti i minuti mattutini che passano alla velocita’ dei secondi… Dovevo fare una doccia, pazienza e’ tardi.. mi sciacquo metto una camicia ed un paio di jeans. Problemi per la camicia, devo selezionarne una non macchiata dal ferro da stiro difettoso che mi ritrovo.. ci metto un bel po’ anche perche’ ancora i miei occhi non performano… Ecco fatto sono vestito. Ora le chiavi.. allora mi serve chiave della moto, antifurto della moto, che porto staccato altrimenti rischio di perderlo, chiavi di casa, chiavi dell’ufficio… passano ancora dei minuti perche’ il giorno prima, come al solito, le ho sparse per la casa… Sono le 8.55. Ora l’ipod. Scelta della canzone per iniziare.. oggi stoner shuffle.. devo gasarmi, non ci devo pensare. Ecco fatto arrivo fuori sto per salire in moto ed ecco.. incontro il padrone di casa. Ed ora? Mi tocca togliermi casco ed ipod altrimenti mi sembra solo un ciccione che muove la bocca in maniera strana.. chiaramente il discorso e’ sul tempo, sulle cose come vanno, sul giorno in cui lo dovrei portare a provare la mia moto.. tutte cazzate, finalmente si leva dai coglioni. Di nuovo I-Pod.. lo shuffle mi ha preso gli SLO-Burn, dai che le cose possono aggiustarsi, mi metto in moto, parto, salto colazione, e’ tardi. 3.42 minuti e sono in ufficio. Eh si ci abito a due passi.. L’ascensore e’ rotto, faccio 3 piani di scale con il casco in testa e l’ipod a tutto volume… apro la porta, ecco Daniela, la receptionist piu’ brutta ed antipatica del mondo. Mi dice qualcosa ma ho l’ipod e le sparo un ciao distratto. Arrivo alla mia scrivania.. purtroppo mi tocca togliere casco ed Ipod.. prendo il caffe’.. inizio a sentire cazzate. A volte i testi stoner dicono cazzate ma almeno sono cazzate sincere… Sono le 9.18. Mi risiedo davanti al mio pc. Da questo momento in poi per 8 ore circa sono uno schiavo. Il mio lavoro consiste nel far arricchire un tipo americano che possiede l’azienda in cui lavoro. Io guadagno tipo 3 e produco tipo 60..dovrei sentirmi gia’ un coglione per questo motivo. Insomma butto tutte queste ore della mia vita in questo ufficio di merda per arricchire qualcun’altro… Cioe’ le ore. Sono preziose le ore. Non sono infinite. Non abbiamo il potere di fermare il tempo mentre lavoriamo per i nostri padroni. E le ore passano e mi chiedo quante cose potrei fare durante queste ore. Ora uno che guadagna 3 e produce 60 lo fanno anche sentire sotto pressione, il target, i risultati etc. etc. Cioe’ io ti faccio arricchire e tu mi dici pure che non e’ abbastanza? In base a cosa? Chi sei per dirmi che non e’ abbastanza? Ed io, in alcuni periodi di debolezza, la sento anche forte quella pressione rovinandomi interi periodi della mia vita perche’ quando esco da quell’ufficio continuo a pensarci. Ma come detto da mia mamma e’ una fortuna avere un lavoro al giorno d’oggi. In pratica siamo schiavi che siamo fortunati quando abbiamo un padrone. Questa mentalita’ del favore che ti fa qualcuno ad assumerti; si questa mentalita’ come se quando uno ti da un lavoro ci perde qualcosa.. non mi pronuncio. Certo, se domani perdessi il lavoro sarei nella merda. Insomma io vivo da solo da 12 anni, mi pago affitti bollette etc. etc. E, in questi 12 anni, non sono riuscito a mettere 1 centesimo da parte.. una vita sesso droga e rock’n’ roll al 100%… ma costa.. Insomma dobbiamo essere felici o no? Per il sistema in cui viviamo dovremmo esserlo. Un sistema in cui l’immissione del denaro nel mercato parte direttamente da un debito. Debito che gli stati o le banche devono a dei privati (inutile spiegare oltre.. qualcuno sa di cosa sto parlando). In pratica partendo con questo debito a cascata tutto si riflette su chiunque tocchi quel denaro. Partiamo sempre dal concetto di dovere qualcosa… Ora, tranne chi e’ fortunato ed ha gia’ una casa ogni essere umano parte con: affitto da pagare, o mutuo, bollette da pagare, cibo da pagare e, pagati questi, non si ha ancora niente. Per vivere bisogna pagare tutto, un bar, un club, un cinema etc… in pratica per pagare tutte queste cose, e non sempre basta, bisogna pagare in ore di schiavismo. 8 ore al giorno schiavizzati, quelli fortunati, per poter vivere.. Questa e’ la fortuna di cui parlava mia madre.. niente, mia madre e’ uscita dalla zona champions ora dovra’ faticare per rientrarci. L’economia delle risorse, che non ho studiato bene, si basa su alcuni concetti: la vera uguaglianza delle persone, il calcolo di ogni attivita’ non in denaro ma in risorse.. in pratica la valutazione del consumo di risorse di ogni progetto e la relativa approvazione o meno in base alla sostenibilita’ biologica dello stesso, e, sopratutto, l’utilizzo intelligente della tecnologia: se invento una macchina che fa il tuo lavoro non ti licenzio, cambi mansioni e tutti lavoreremo 1 ora di meno grazie a quella macchina.. Si ma bisognerebbe fare una vera e propria rivoluzione per provare a cambiare sistema.. ma ne parlero’ un’altra volta.. sono fortunato e devo far arricchire un po’ il mio padrone quindi chiudo qui.

2 commenti

  1. oh beh mi pare che a leggerti ti si legge con piacere anche a te… :)

  2. forse l’inganno è proprio questo: “una vita sesso droga e rock’n’ roll al 100%”.
    o, almeno, uno degli inganni.

    e.


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