Inizio con la liberta’

 

Mi e’ sempre piaciuto scrivere monologhi. Forse perche’ mi aiutano a mettere ordine nella mia testa, forse perche’ soddisfano qualche voglia nascosta di farmi conoscere da qualcuno o da tutti, sicuramente perche’ scrivere mi fa sentire bene, probabilmente perche’ i miei monologhi sono un po’ i manifesti della mia solitudine e cosi’, tra autocompiacimento ed autocommiserazione, apro una piccola finestra sul mondo..  ma non guardo fuori, piu’ che altro spero che qualcuno si affacci a dare uno sguardo all’interno.

 

Innanzitutto scrivo pigramente in italiano. Potrei scrivere in inglese in modo da aprire il messaggio ad un pubblico molto piu’ esteso, non che mi aspetti che qualcuno legga con interesse ma non si sa mai;  ma la cosa mi farebbe fare piu’ fatica e probabilmente, come spesso faccio nella mia vita, mentre mi affretterei a finire una cosa mi troverei gia’ con la mente su un’altra determinando l’inevitabile aborto della prima.

 

Quindi il tempo e’ tutto, devo scrivere di getto in modo da porre inizio e fine su un concetto fintanto che sono spinto dall’impulso momentaneo che mi spinge a scrivere, altrimenti e’ tutto perso. Al massimo potrei dare una rilettura per correggere errori per modificare la forma ma raramente ne avro’ voglia quindi pubblichero’ quasi tutto cosi’ come mi viene.

 

Ho un altro blog ma l’ho abbandonato dopo una decina di post perche’ ho coinvolto alcuni miei amici e, inevitabilmente, i miei messaggi sono diventati piu’ moderati. Insomma se io mi volessi uccidere domani non lo potrei scrivere su un blog che leggono i miei amici o chiunque mi conosca.. genererebbe solo allarmismo e mi priverebbe della liberta’ di annunciare un’azione estrema su un muro di bytes e, insomma, questa mi sembra una liberta’ minima…

 

Cmq non e’ di suicidio che voglio parlare anche se l’argomento mi ha sempre appassionato ed attirato. Magari capitera’ in futuro sempre che ci sia un futuro per questo blog.

 

Mi piace l’idea di iniziare con una cosa che mi ossessiona da sempre: il concetto di liberta’.

 

Cos’e’ la liberta’? Difficile definirla sopratutto se cerchiamo di essere oggettivi, ogni mente ha la sua versione, ogni mente la sua perversione a questo proposito, la maggiorparte delle persone non ci hanno mai pensato, l’hanno sempre data per scontata.

 

Pertanto parlero’ della mia liberta’, di come la vedo, di come mi manca, di come, secondo me, si e’ persa nel tempo e difficilmente ritornera’.

 

La liberta’ per me e’, nelle piccole cose,  la capacita’ di staccarsi da luoghi comuni ed analizzare con la propria testa ogni evento, il poter interagire con il proprio corpo, in positivo e negativo, senza dover dare conto a nessuno, la possibilita’ di fare tutto cio’ che non arreca danno alle altre persone, animali, cose.  Mi sento libero quando vado in moto, non so perche’ e non sono neanche uno di quelli che corre ma quando sento quel vento in faccia io mi sento libero.

Quando passo una domenica mezzo stordito nella mia “stanza delle operazioni” a fare tante cose diverse non appena mi vengono in mente mi sento libero.. ma li cammino su una lama del rasoio perche’ serve poco a sentirsi prigionieri della propria pigrizia.

Liberta’ e’ il non avere doveri verso qualcuno se non cose che accetti di buon cuore e ti scegli.

 

Liberta’ sarebbe non dover stare 8 ore al giorno in un posto a deprimerti per far arricchire qualcun’altro. Ecco liberta’ sarebbe vivere senza denaro.

 

Liberta’, in assoluta attualita’, e’ non essere schiavo di un debito.

Liberta’ e’ non aver paura e capire quando qualcuno la usa contro di te per condurti ad accettare cose che, normalmente, non accetteresti mai.

 

Viviamo nel tempo della mediacrazia, la liberta’ e’ un concetto astratto che neanche noi, che la desideriamo, comprendiamo bene.

 

Quindi la mia vita passa da  una realta’ decisamente mediocre da impiegato schiavo e parte integrante del sistema, per ben 8 ore al giorno, alle sere passate in sala a suonare, le notti quasi in bianco a tentare di scrivere, le ore sui videogames, la depressione per una fuga che non riesco a realizzare. Eppure sono bravissimo a fuggire, complice la mia abitudine a stare solo.

 

  

Ma ancora sulla liberta’.. come la intende la gente. Voglio premettere che non sono assolutamente schierato nelle faccende politiche italiane e per questo mi ritengo illuminato.

 Ma questa premessa serve ad indicare, chiaramente e senza discussioni, che se qualcuno mai pensasse dalle mie affermazioni seguenti che io stia supportando o criticando una determinata parte politica  si sbaglia di grosso. Ho solo una certa lucidita’ di giudizio proprio grazie al fatto che non faccio il tifo, come molti italiani, per una parte o l’altra. Semplicemente giudico ogni fatto per quello che e’, al di la di chi ne sia l’artefice.

 

Ho raggiunto questa lucidita’ quando ho visto, credo nel 93, il governo berlusconi cadere per una riforma sulle pensioni accolta malissimo dagli italiani di sinistra,che scesero massivamente in piazza fermando a tutti gli effetti il paese, e fin qui tutto ok, ma quando pochi mesi dopo il governo del “ribaltone” approvo’ lo stesso testo senza rilevanti modifiche e nessuno scese in piazza, neanche per far la spesa, io ho capito che dovevo staccarmi da ogni bandiera,ideologia,  persona o programma politico.. perche’ mi resi conto che quelle bandiere te le mettono li come specchietti per le allodole.

 

Sotto copertura di quelle bandiere i nostri padroni, e non intendo i politici locali ma industriali internazionali, possono fare quello che vogliono.

 

Mantengono   il potere assoluto su una mandria di pecore troppo impegnata a sbranarsi per una differenza di idee piuttosto che rendersi conto delle tante incongruenze del sistema.. e nel frattempo ovviamente tutti continuano a pedalare spinti dagli istinti primordiali: cibo e sesso.

 

Un quadro apocalittico sicuramente, esagero sempre quando si tratta di parlare di come le masse, ognuno di noi anche tu che leggi, si lasciano controllare e guidare, vivono di stenti a volte senza sapere il perche’ ma guai a chiederselo.. tanto le cose non si possono cambiare, e qui subentra il vittimismo dell’essere umano…

 

Vabbe’ per oggi ho finito.. direi che cio’ che ho scritto non ha senso ^

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