Vagine rock

Oggi mentre percorrevo I miei soliti 3 minuti in moto, stavolta sotto la pioggia, l’I-pod mi ha propinato un gruppo che ho molto a cuore e che mi gasa a livelli esagerati: i Jucifer.

E cosi’ mi e’ venuta l’ispirazione per il primo articolo nella sezione musica. Da tempo volevo scrivere qualcosa sulle donne del rock, in maniera particolare le cantanti. C’e’ da premettere che ho un istinto sessuale sfrenato per ogni essere dotato di vagina che abbia una decente presenza scenica e che sia in grado di far vibrare le proprie corde vocali.

Ogni volta che mi trovo ad un concerto in cui una donna ha un microfono in mano ed esprime un minimo di grinta io impazzisco.. la fisso.. la idealizzo… insomma alla fine non e’ solo sesso mi sono innamorato. E certe volte, col senno di poi, mi rendo conto anche che erano dei cessi inqualificabili! Ma niente il fascino della voce, del controllo della situazione, la forza dell’idealizzazione che ne consegue, mi fa tremendamente arrapare.

E cosi’ il fenomeno e’ diventato molto interessante per i miei due neuroni. Da ragazzino sono cresciuto a pane e Pink Floyd e quando sentivo the Great gig in the sky mi incantavo davanti alla perfezione di una voce femminile ben modulata. Man mano che conoscevo altri gruppi nasceva in me un concetto molto forte.

 Il rock e’ fatto per gli uomini ma le eccezioni, le donne, riescono ad eccellere in maniera singolare.

Se pensiamo ai falli rock mi sembra abbastanza evidente che la maggiorparte delle opzioni, possibilita’ siano gia’ state sfruttate, il 90% di quello che sentiamo oggi sia gia’ stato ascoltato, come per le distorsioni.. oggi un chitarrista con un RAT (eccone uno qui) non puo’ proporre niente di nuovo a livello di suoni.. perche’ quel rat e’ stato sfondato da migliaia di chitarre.. E cosi’ oggi mi trovo spesso ad ascoltare Eddie Vedder in tutte le sue mutazioni e variazioni.. in pratica 1 cantante su 2 oggi ha la voce simile a lui.. immaginate che balls…

Ma le vagine.. secondo me le vagine non hanno sfiorato neanche il 10% delle loro possibilita’. Hanno avuto decisamente poco spazio ed il motivo, secondo me, e’ che per loro e’ molto piu’ difficile iniziare.. E’ una questione di volumi e di frequenze per una band che inizia. E’ una questione di compatibilita’ spesso.. ma oggi, quello che potrebbe dare il rock di nuovo, sono proprio loro.

Se penso ad un gruppo come i Jucifer e’ proprio quella tendenza tra il grunge e l’hardcore della voce che rende il gruppo unico. L’inevitabile melodicita’ che viene fuori in alcuni pezzi e’ facilmente perdonabile perche’ ce lo aspettiamo che una donna esprima armonia, bellezza, amore.. Mentre se penso al cantante, non so, degli Orange Goblin.. beh lui sembra un vichingo, e’ cattivo e minaccioso.. ovvio che se mi spara un motivetto troppo melodico mi viene da mettere il culo contro il muro per sicurezza..

Ma appunto… le vagine rock potrebbero farci accettare altri aspetti e variazioni del genere.. vedi quella gnocca stratosferica della ex cantante dei Nightwish.. lei ci ha fatto digerire la lirica sul metal.. e ce l’ha fatta piacere.. e quanto!

Oppure la nostra fantastica Cristina Scabbia, a cui ho stretto la mano e mi sono dovuto cambiare la biancheria, che addirittura dall’Italia, paese antirock per eccellenza, ha raccolto successo nel mondo con i suoi Lacuna Coil.. E cosi’ quando sono atterrato a Roma all’idea di fare una nuova band si e’ subito accostata la certezza che avremmo avuto una cantante donna..

Bene la cosa procede molto bene anche se, sicuramente, molto piu’ lentamente di come sarebbe andata con un uomo.. ma il risultato finale mi piace e parecchio.

Ovviamente lei e’ l’unica cantante che non mi farei mai.. .altrimenti quando scopre che sono nanodotato si scioglie la band!

La fortuna dell’impiegato

L’altro ieri ne parlavo con mia madre che era venuta a trovarmi. “Devi guardare a quelli che stanno peggio, e’ una fortuna oggi avere un lavoro!”. Ecco questo e’ il tipo di discorsi che mi fa abbassare il livello di mia madre nella classifica dei miti della mia vita. Alle 7.43, non so perche’ ma e’ cosi, suona la sveglia del telefonino… Snooze. Sonno. 7.48 Snooze. Sonno E cosi’ fino alle 8.13 quando gia’ depresso mi alzo dal divano su cui mi sono colpevolmente addormentato. Il collo mi da fastidio, dormire sul mio divano non e’ bello, vado in camera, ho freddo, il letto ancora immacolato mi guarda, mi deride, prendo due panni e vado in bagno. Vorrei sedermi sul cesso ed accendermi una sigaretta, rito mattutino irrinunciabile per anni, ma sto cercando di smettere, o diminuire, di fumare per cui lascio perdere, mi siedo e basta; del resto le sigarette manco ce le ho. Come per miracolo sono le 8.35.. mi chiedo se un giorno mi restituiranno tutti i minuti mattutini che passano alla velocita’ dei secondi… Dovevo fare una doccia, pazienza e’ tardi.. mi sciacquo metto una camicia ed un paio di jeans. Problemi per la camicia, devo selezionarne una non macchiata dal ferro da stiro difettoso che mi ritrovo.. ci metto un bel po’ anche perche’ ancora i miei occhi non performano… Ecco fatto sono vestito. Ora le chiavi.. allora mi serve chiave della moto, antifurto della moto, che porto staccato altrimenti rischio di perderlo, chiavi di casa, chiavi dell’ufficio… passano ancora dei minuti perche’ il giorno prima, come al solito, le ho sparse per la casa… Sono le 8.55. Ora l’ipod. Scelta della canzone per iniziare.. oggi stoner shuffle.. devo gasarmi, non ci devo pensare. Ecco fatto arrivo fuori sto per salire in moto ed ecco.. incontro il padrone di casa. Ed ora? Mi tocca togliermi casco ed ipod altrimenti mi sembra solo un ciccione che muove la bocca in maniera strana.. chiaramente il discorso e’ sul tempo, sulle cose come vanno, sul giorno in cui lo dovrei portare a provare la mia moto.. tutte cazzate, finalmente si leva dai coglioni. Di nuovo I-Pod.. lo shuffle mi ha preso gli SLO-Burn, dai che le cose possono aggiustarsi, mi metto in moto, parto, salto colazione, e’ tardi. 3.42 minuti e sono in ufficio. Eh si ci abito a due passi.. L’ascensore e’ rotto, faccio 3 piani di scale con il casco in testa e l’ipod a tutto volume… apro la porta, ecco Daniela, la receptionist piu’ brutta ed antipatica del mondo. Mi dice qualcosa ma ho l’ipod e le sparo un ciao distratto. Arrivo alla mia scrivania.. purtroppo mi tocca togliere casco ed Ipod.. prendo il caffe’.. inizio a sentire cazzate. A volte i testi stoner dicono cazzate ma almeno sono cazzate sincere… Sono le 9.18. Mi risiedo davanti al mio pc. Da questo momento in poi per 8 ore circa sono uno schiavo. Il mio lavoro consiste nel far arricchire un tipo americano che possiede l’azienda in cui lavoro. Io guadagno tipo 3 e produco tipo 60..dovrei sentirmi gia’ un coglione per questo motivo. Insomma butto tutte queste ore della mia vita in questo ufficio di merda per arricchire qualcun’altro… Cioe’ le ore. Sono preziose le ore. Non sono infinite. Non abbiamo il potere di fermare il tempo mentre lavoriamo per i nostri padroni. E le ore passano e mi chiedo quante cose potrei fare durante queste ore. Ora uno che guadagna 3 e produce 60 lo fanno anche sentire sotto pressione, il target, i risultati etc. etc. Cioe’ io ti faccio arricchire e tu mi dici pure che non e’ abbastanza? In base a cosa? Chi sei per dirmi che non e’ abbastanza? Ed io, in alcuni periodi di debolezza, la sento anche forte quella pressione rovinandomi interi periodi della mia vita perche’ quando esco da quell’ufficio continuo a pensarci. Ma come detto da mia mamma e’ una fortuna avere un lavoro al giorno d’oggi. In pratica siamo schiavi che siamo fortunati quando abbiamo un padrone. Questa mentalita’ del favore che ti fa qualcuno ad assumerti; si questa mentalita’ come se quando uno ti da un lavoro ci perde qualcosa.. non mi pronuncio. Certo, se domani perdessi il lavoro sarei nella merda. Insomma io vivo da solo da 12 anni, mi pago affitti bollette etc. etc. E, in questi 12 anni, non sono riuscito a mettere 1 centesimo da parte.. una vita sesso droga e rock’n’ roll al 100%… ma costa.. Insomma dobbiamo essere felici o no? Per il sistema in cui viviamo dovremmo esserlo. Un sistema in cui l’immissione del denaro nel mercato parte direttamente da un debito. Debito che gli stati o le banche devono a dei privati (inutile spiegare oltre.. qualcuno sa di cosa sto parlando). In pratica partendo con questo debito a cascata tutto si riflette su chiunque tocchi quel denaro. Partiamo sempre dal concetto di dovere qualcosa… Ora, tranne chi e’ fortunato ed ha gia’ una casa ogni essere umano parte con: affitto da pagare, o mutuo, bollette da pagare, cibo da pagare e, pagati questi, non si ha ancora niente. Per vivere bisogna pagare tutto, un bar, un club, un cinema etc… in pratica per pagare tutte queste cose, e non sempre basta, bisogna pagare in ore di schiavismo. 8 ore al giorno schiavizzati, quelli fortunati, per poter vivere.. Questa e’ la fortuna di cui parlava mia madre.. niente, mia madre e’ uscita dalla zona champions ora dovra’ faticare per rientrarci. L’economia delle risorse, che non ho studiato bene, si basa su alcuni concetti: la vera uguaglianza delle persone, il calcolo di ogni attivita’ non in denaro ma in risorse.. in pratica la valutazione del consumo di risorse di ogni progetto e la relativa approvazione o meno in base alla sostenibilita’ biologica dello stesso, e, sopratutto, l’utilizzo intelligente della tecnologia: se invento una macchina che fa il tuo lavoro non ti licenzio, cambi mansioni e tutti lavoreremo 1 ora di meno grazie a quella macchina.. Si ma bisognerebbe fare una vera e propria rivoluzione per provare a cambiare sistema.. ma ne parlero’ un’altra volta.. sono fortunato e devo far arricchire un po’ il mio padrone quindi chiudo qui.

Inizio con la liberta’

 

Mi e’ sempre piaciuto scrivere monologhi. Forse perche’ mi aiutano a mettere ordine nella mia testa, forse perche’ soddisfano qualche voglia nascosta di farmi conoscere da qualcuno o da tutti, sicuramente perche’ scrivere mi fa sentire bene, probabilmente perche’ i miei monologhi sono un po’ i manifesti della mia solitudine e cosi’, tra autocompiacimento ed autocommiserazione, apro una piccola finestra sul mondo..  ma non guardo fuori, piu’ che altro spero che qualcuno si affacci a dare uno sguardo all’interno.

 

Innanzitutto scrivo pigramente in italiano. Potrei scrivere in inglese in modo da aprire il messaggio ad un pubblico molto piu’ esteso, non che mi aspetti che qualcuno legga con interesse ma non si sa mai;  ma la cosa mi farebbe fare piu’ fatica e probabilmente, come spesso faccio nella mia vita, mentre mi affretterei a finire una cosa mi troverei gia’ con la mente su un’altra determinando l’inevitabile aborto della prima.

 

Quindi il tempo e’ tutto, devo scrivere di getto in modo da porre inizio e fine su un concetto fintanto che sono spinto dall’impulso momentaneo che mi spinge a scrivere, altrimenti e’ tutto perso. Al massimo potrei dare una rilettura per correggere errori per modificare la forma ma raramente ne avro’ voglia quindi pubblichero’ quasi tutto cosi’ come mi viene.

 

Ho un altro blog ma l’ho abbandonato dopo una decina di post perche’ ho coinvolto alcuni miei amici e, inevitabilmente, i miei messaggi sono diventati piu’ moderati. Insomma se io mi volessi uccidere domani non lo potrei scrivere su un blog che leggono i miei amici o chiunque mi conosca.. genererebbe solo allarmismo e mi priverebbe della liberta’ di annunciare un’azione estrema su un muro di bytes e, insomma, questa mi sembra una liberta’ minima…

 

Cmq non e’ di suicidio che voglio parlare anche se l’argomento mi ha sempre appassionato ed attirato. Magari capitera’ in futuro sempre che ci sia un futuro per questo blog.

 

Mi piace l’idea di iniziare con una cosa che mi ossessiona da sempre: il concetto di liberta’.

 

Cos’e’ la liberta’? Difficile definirla sopratutto se cerchiamo di essere oggettivi, ogni mente ha la sua versione, ogni mente la sua perversione a questo proposito, la maggiorparte delle persone non ci hanno mai pensato, l’hanno sempre data per scontata.

 

Pertanto parlero’ della mia liberta’, di come la vedo, di come mi manca, di come, secondo me, si e’ persa nel tempo e difficilmente ritornera’.

 

La liberta’ per me e’, nelle piccole cose,  la capacita’ di staccarsi da luoghi comuni ed analizzare con la propria testa ogni evento, il poter interagire con il proprio corpo, in positivo e negativo, senza dover dare conto a nessuno, la possibilita’ di fare tutto cio’ che non arreca danno alle altre persone, animali, cose.  Mi sento libero quando vado in moto, non so perche’ e non sono neanche uno di quelli che corre ma quando sento quel vento in faccia io mi sento libero.

Quando passo una domenica mezzo stordito nella mia “stanza delle operazioni” a fare tante cose diverse non appena mi vengono in mente mi sento libero.. ma li cammino su una lama del rasoio perche’ serve poco a sentirsi prigionieri della propria pigrizia.

Liberta’ e’ il non avere doveri verso qualcuno se non cose che accetti di buon cuore e ti scegli.

 

Liberta’ sarebbe non dover stare 8 ore al giorno in un posto a deprimerti per far arricchire qualcun’altro. Ecco liberta’ sarebbe vivere senza denaro.

 

Liberta’, in assoluta attualita’, e’ non essere schiavo di un debito.

Liberta’ e’ non aver paura e capire quando qualcuno la usa contro di te per condurti ad accettare cose che, normalmente, non accetteresti mai.

 

Viviamo nel tempo della mediacrazia, la liberta’ e’ un concetto astratto che neanche noi, che la desideriamo, comprendiamo bene.

 

Quindi la mia vita passa da  una realta’ decisamente mediocre da impiegato schiavo e parte integrante del sistema, per ben 8 ore al giorno, alle sere passate in sala a suonare, le notti quasi in bianco a tentare di scrivere, le ore sui videogames, la depressione per una fuga che non riesco a realizzare. Eppure sono bravissimo a fuggire, complice la mia abitudine a stare solo.

 

  

Ma ancora sulla liberta’.. come la intende la gente. Voglio premettere che non sono assolutamente schierato nelle faccende politiche italiane e per questo mi ritengo illuminato.

 Ma questa premessa serve ad indicare, chiaramente e senza discussioni, che se qualcuno mai pensasse dalle mie affermazioni seguenti che io stia supportando o criticando una determinata parte politica  si sbaglia di grosso. Ho solo una certa lucidita’ di giudizio proprio grazie al fatto che non faccio il tifo, come molti italiani, per una parte o l’altra. Semplicemente giudico ogni fatto per quello che e’, al di la di chi ne sia l’artefice.

 

Ho raggiunto questa lucidita’ quando ho visto, credo nel 93, il governo berlusconi cadere per una riforma sulle pensioni accolta malissimo dagli italiani di sinistra,che scesero massivamente in piazza fermando a tutti gli effetti il paese, e fin qui tutto ok, ma quando pochi mesi dopo il governo del “ribaltone” approvo’ lo stesso testo senza rilevanti modifiche e nessuno scese in piazza, neanche per far la spesa, io ho capito che dovevo staccarmi da ogni bandiera,ideologia,  persona o programma politico.. perche’ mi resi conto che quelle bandiere te le mettono li come specchietti per le allodole.

 

Sotto copertura di quelle bandiere i nostri padroni, e non intendo i politici locali ma industriali internazionali, possono fare quello che vogliono.

 

Mantengono   il potere assoluto su una mandria di pecore troppo impegnata a sbranarsi per una differenza di idee piuttosto che rendersi conto delle tante incongruenze del sistema.. e nel frattempo ovviamente tutti continuano a pedalare spinti dagli istinti primordiali: cibo e sesso.

 

Un quadro apocalittico sicuramente, esagero sempre quando si tratta di parlare di come le masse, ognuno di noi anche tu che leggi, si lasciano controllare e guidare, vivono di stenti a volte senza sapere il perche’ ma guai a chiederselo.. tanto le cose non si possono cambiare, e qui subentra il vittimismo dell’essere umano…

 

Vabbe’ per oggi ho finito.. direi che cio’ che ho scritto non ha senso ^

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